venerdì 2 ottobre 2009

FOTO e VIAGGI


PARIGI
In me la parola Parigi evoca da sempre un sogno. Da ragazzo ho sempre pensato a questa città come a qualcosa di fantastico. Nel 1972, a 18 anni, zaino in spalla, da solo, sono andato a vedere com’era. Il mio primo viaggio completamente solo, 3 settimane in mezzo alla strada, l’arrivo di notte tra le luci di Versailles, hanno segnato il mio destino di viaggiatore. Ricordo che tornato a scuola ne parlavo con l’allora mio professore di francese, l’indimenticabile Peppino Basti, e ripercorrevamo le stesse piazze, i cafè, i viali alberati.
Sono ripassato nel ’74 di ritorno dall’Inghilterra e Scozia vivendo ancora più intensamente la vita di questa città.
Molte altre volte sono tornato a Parigi, soprattutto per lavoro, passaggi fugaci, fiera, aeroporto, uffici, autostrade, fino all’ultimo viaggio di Capodanno 2006/07 dove ho rispolverato con calma tutti i miei ricordi ed esperienze. Ho rivisto i palazzi, le statue, i giardini dove dormivo. Ho respirato di nuovo, come allora, l’aria multietnica e multiculturale.

I NAVIGATORI

Ognuno di noi usa il browser preferito per navigare nelle agitate acque della rete. La gran parte avendo Windows userà un Explorer in diferenti versioni. Chi usa un Apple non potendo usare Explorer si affida a Safari o ad altri.
Noi ci siamo fatti un giro e ne abbiamo trovati diversi da proporvi, tutti molto interessanti.
SAFARI: il classico Apple in vers. 4, bello a vedersi, molto veloce, italiano, zero virus.
FIREFOX: open source, cioè aperto, libero. E’ molto usato, molto pratico, italiano, zero virus.
OPERA: interessante, include Email, molto tecnico per sviluppatori, italiano, zero virus.
FLOCK: variante di Mozilla Firefox, speciale per aree community quali Facebook, YouTube, Flickr, Blogger, MySpace, Yahoo ed altri. Italiano in vers. 2.0.3, zero virus.
CAMINO: Mozilla per Mac, velocissimo, italiano, zero virus.
Consultate il nostro Menù Info Informatica.

giovedì 1 ottobre 2009

KGB SU ORTONA

Da anni sono amico di una spia russa che lavora per il KGB: Tatiana Bakatin.
Pochi giorni fa mi ha telefonato alle 4 del mattino con un tono molto preoccupato e mi ha chiesto se poteva farmi delle domande molto riservate. Trattandosi di una bella signora bionda con occhi azzurri ho detto subito di si. Che domande così riservate poteva mai fare una spia russa ad uno come me? Ho pensato subito a una di quelle proposte a cui non puoi dire di no.
“A Mosca stiamo indagando, stiamo verificando, analizzando e cercando di capirci qualcosa. Ormai siamo quasi sicuri”.
Sicuri di che, analizzando che?
“Conosci un certo Remidimartini?”
Remi? Sarà Remo! Remo Di Martino. Se é lui certo che lo conosco, lo conosco bene.
“E’ avvocato? Ha i baffi? Giocava a calcio? E’ nato in un piccolo paese di campagna?”
Certo. Che c’é di strano, é normale in Italia avere i baffi e giocare a calcio.
“Bene, abbiamo scoperto che ad Ortona c’é un COMPLOTTO contro di lui. Un complotto importante, un complotto bolscevico appoggiato dalla Destra fascista.”
Scusami Tatiana, che informazioni avete per dimostrare un fatto così grave?
Secondi interminabili di silenzio, un breve sospiro.
“Te lo dico ma non lo devi dire a nessuno."
Logico che non lo dico a nessuno, sono uno riservato, una tomba.
“Abbiamo fatto tradurre in russo tutto, ma proprio tutto il sito di questo signore. A quel punto é stato troppo facile capire, non c’erano più dubbi, il complotto era evidente, troppo evidente. Ti leggo solo poche righe e capirai, e c’é dell’altro”:
I miei “avversari”, li chiamo così per essere buono nei loro confronti, tutti inadeguati a livello operativo, hanno creato delle fonti di informazione o hanno utilizzato quelle che avevano, per creare una immagine completamente distorta della mia persona, in modo da limitare la mia capacità comunicativa. In pratica non riesco a dire più nulla. Quello che faccio è sempre distorto da chi ha scelto (e si capisce il perchè) di non confrontarsi. Anche una cosa oggettivamente buona che realizzo passa sotto la scure della faziosa ostilità, con il risultato finale che la mia immagine pubblica è completamente diversa da quella reale.
Rimasi muto. Caspita, chi l’avrebbe mai detto! Povero Remo, vittima di un complotto, proprio come Berlusconi.
Mi sembra inutile raccomandarvi di non dirlo a nessuno. E’ un segreto del KGB.

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