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venerdì 28 agosto 2009

PRECISO COME UNO SVIZZERO – 6

L’11 Giugno finisce anche il ballottaggio. Dai primi risultati avevamo capito che sarebbe stata dura, poi dopo la metà dei seggi era chiara la sconfitta. Pazienza, sono cose che succedono. Però la grande sorpresa doveva ancora venire !
Enzo durante il periodo del ballottaggio non si era visto e non aveva partecipato alla campagna. Ho pensato al suo disaccordo nella scelta dell’alleanza sia del suo partito che della mia, però come sempre faccio rispetto le idee di ognuno tanto che non ne ho mai parlato nè ho chiesto spiegazioni dettagliate. Qualche giorno dopo su La Piazza esce un breve commento di Enzo che da segretario dei Comunisti Italiani analizza il risultato. Realmente rimaniamo tutti a bocca aperta leggendo che mi accusava di aver “mercanteggiato ad esclusivo titolo personale, nonostante il consiglio di non farlo, e per suo tornaconto, l’apparentamento con Tommaso Coletti”. Ho lasciato perdere e non l’ho neanche chiamato per chiedere spiegazioni. Molti mi hanno chiesto di che cosa si trattasse, ma purtroppo non ho potuto dare nessuna risposta plausibile.
Intanto quelli del partito, quelli che la campagna elettorale l’avevano fatto davvero, cominciano a discutere di tutta una serie di cose “interne”, mentre io che ero un “esterno” rimasi semplice spettatore. Il segretario provinciale mi ringrazia pubblicamente a mezzo stampa per il mio operato, l’impegno, il risultato, eccetera. Tutto questo finché un paio di settimane dopo esce un manifesto sul tabellone del partito con una serie di beghe interne e di accuse dove Enzo ribadiva di nuovo il mio “mercanteggiamento con Coletti”. Nessuno fino ad oggi ha mai saputo di cosa si trattasse esattamente, né Enzo ha spiegato a me personalmente o pubblicamente le modalità del mio tornaconto personale. Passati ormai oltre 26 mesi, possiamo dire che si é trattato di un momento d’ira, di una crisi esistenziale, di un malinteso o chissà di cos’altro. Gli attori di tutto questo conoscono benissimo il mio modo di fare politica per quel po che ne faccio, l’opinione pubblica avrà pensato chissà a quale intrigo. Tutti sanno però che sono PRECISO COME UNO SVIZZERO.
Fine.

giovedì 27 agosto 2009

PRECISO COME UNO SVIZZERO - 5

Ovviamente nessuno credette alla risposta, neanche quelli che erano con lui che si guardarono in faccia sorpresi, però a quel punto la palla passò a Remo. Perché non disse nulla al momento dell’incarico ? In pratica la storia si trasformò nel gioco dell’oca, torna alla casella di partenza.
Nell’ultimo comizio in piazza porto la documentazione che nel frattempo mi ero letto bene. Denuncio pubblicamente il fatto, non che esistesse una società, ma che c’era questa diciamo anomalia con l’incarico. La scena del comizio fu forte. Remo si offese terribilmente per questo, m’insultò un paio di volte, mi tolse il saluto e pensò e disse che qualcuno si era servito di me per colpirlo. Niente di più sbagliato, anche se non sembra, sò benissimo quello che faccio, lo faccio fino in fondo e soprattutto lo faccio liberamente. Non ci vuole una grande scienza per capire il conflitto d’interesse che c’é stato, come dice il proverbio: é come raccomandare le pecore al lupo.
Io credo, e lo credono tutti, che non é sano nominare assessore all’Urbanistica una persona titolare di una società immobiliare, indipendentemente da chi sia. Però bisogna dire che in questo caso Fratino, che era il maggiore responsabile essendo Sindaco, é stato furbo ed ha taciuto, invece Remo ha montato una tragedia greca e fino ad oggi si strappa i capelli disperandosi per le cattiverie che gli ho fatto e che gli fanno un po’ tutti.
Conosco bene i due personaggi, dopo il mandato in corso speriamo che se la cavino.
In una riunione sempre a casa mia Enzo non era molto d’accordo su questa soluzione, pensava di accettare l’alleanza senza nessuna condizione, gratis, forse si sentiva escluso o forse era una forma di principio politico. Comunque nella stessa riunione dissi chiaramente che il mandato che mi avrebbero dato in caso di vittoria era a disposizione del partito indicando Enzo o Osvaldo a sostituirmi. Per me non era assolutamente importante, é chiaro e lo sanno tutti. L’importante era che per la prima volta un esponente della sinistra si poteva occupare di politiche sociali, non mi sembra poco.
Il giorno dopo riunione a 3 con Coletti, brevissima. Per il vicesindaco avevano già in mente Pina ed era difficile cambiare, per l’assessorato si parlava delle politiche sociali. Ricordo ancora la sorpresa di Coletti sentirsi cambiare una poltrona ben retribuita per un assessorato difficile! Alla fine lascio aperta la possibilità per Pina e chiudo con l’assessorato. Il resto é noto, il popolo ha scelto Fratino.
L’esperienza questa volta era terminata definitivamente, un’esperienza che mi mancava dalla collezione, senza dubbio positiva. Due cose mi rimasero ben impresse. Parlare con la gente che ti deve votare che é differente da quella che conosci e incontri normalmente per strada. Anche la mia posizione era differente. Mi sorprese molto la forza, la caparbietà, la volontà di Coletti. Un vero Caterpillar, una macchina da lavoro. Lo supponevo, ma la realtà ha superato di due volte le attese. A parte le idee politiche e di vita diverse, effettivamente, nel bene e nel male, é uno speciale.
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mercoledì 26 agosto 2009

PRECISO COME UNO SVIZZERO - 4

Pochi giorni prima di votare, in mattinata, ricevo una telefonata da un esponente del Comitato Coletti invitandomi per il pomeriggio ad una trasmissione televisiva a Rete 8.
Non riesco a capire bene di cosa si tratta, considerando che non ero un candidato, ma comunque mi preparo e mi pettino e nel primo pomeriggio parto per Chieti.
In questo ufficio trovo praticamente tutti gli esponenti del centrosinistra, ero l’ultimo ad arrivare, e capisco che un gruppo di noi doveva fare una domanda all’altro candidato Sindaco ed un gruppo di loro avrebbe fatto delle domande a Coletti. Il problema era che non sapevo che domanda fare, così appena uno parla di alcuni documenti riguardanti Remo mi interesso. Nessun altro ha mostrato attenzione, probabilmente perchè già avevano una domanda precisa da fare a Fratino o forse perchè videro il tema un pò troppo complicato. In pratica si trattava di una semplice visura camerale di una società. Però in quel momento non c’erano le carte perchè le aveva Gianluca che sarebbe arrivato a minuti. Bene, aspettiamo e vediamo di che si tratta. Infatti, dopo 10 minuti, arrivano le carte che guardo molto velocemente, ma capisco subito di che si tratta. C’era la visura, un bilancio ed altro, comunque le normali cose pubbliche che si possono ritirare in una camera di commercio a pochi euro. Sono esperto dell’argomento e comunque non c’era molto da capire. Si parte per Rete 8.
La domanda che mi viene in mente da fare a Fratino é la seguente: quando hai incaricato Remo dell’assessorato all’Urbanistica eri a conoscenza dell’esistenza di questa società immobiliare ?
La risposta é difficile, é a doppio taglio, semplicemente perchè era chiaro un errore o una malafede da parte di Fratino e di Remo. Comunque Fratino rimase molto sorpreso di fronte alle telecamere e m’insultò per aver gettato del fango sulla sua onorata persona, come buon comunista. Però non rispose né si né no. Ci furono due giri di domande. Al mio secondo giro rifaccio la stessa domanda chiedendo: SI o NO ? Lo sapevi o non lo sapevi ? L’imbarazzo di Fratino fece il giro di tutto lo studio e tornò sul suo volto! Con voce tremolante disse: NO.

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martedì 25 agosto 2009

PRECISO COME UNO SVIZZERO - 3

Ballottaggio. In 2 o 3 occasioni in campagna elettorale avevo detto che non mi sarei alleato con Coletti. Mi sembrava ovvio e così dopo il primo turno mi ero messo l’anima in pace. Per me le elezioni erano felicemente finite. Dopo un pò di calma cominciarono le domande, le pressioni e tutto un movimento per convincerci ad appoggiare Coletti. Un amico di allora, ora non più, mi visita a casa per chiedermi le condizioni per aderire all’alleanza. Purtroppo per lui torna in sede senza nessuna condizione. In una seconda visita invece mi fa delle offerte, politiche naturalmente. Le solite cose: assessorato, presidenza, poltrone e sgabelli. Purtroppo per lui anche in questo caso torna in sede a mani vuote. Coletti non mi ha mai chiamato, ha sempre mandato questo signore.
Tra noi eravamo tutti d’accordo a seguire questa linea. Un giorno viene fuori una riunione tra Coletti e i segretari provinciali del centrosinistra. Il segretario provinciale Valerio me ne parla un’ora prima a casa mia e poi va alla riunione. In questa riunione si decide che tutti i partiti del centrosinistra, Comunisti Italiani, UDEUR ed altri appoggiavano Coletti al ballottaggio per tutta una serie di equilibri provinciali.
La cosa mi sorprese molto considerando che Valerio sapeva benissimo che io non ero favorevole, però in questo caso le ragioni di Partito hanno prevalso. A questo punto la mia posizione diventa veramente molto scomoda. Che fare? Non potevo aderire alla cieca solo per il partito nel quale non ero neanche iscritto ed era chiarissima la mia posizione d’indipendente. Neanche potevo fare la pecora nera, gran parte dei voti presi erano miei personali. Ho preso un paio di giorni per pensarci e ne parlai con Osvaldo. A questo punto era diventato un obbligo partecipare a quest’alleanza, però metto le mie condizioni: nessuna presidenza o poltrona, un vicesindaco della Sinistra (pensavo a uno dei DS o Moretti), un assessorato vicino alla politica del partito. Torna di nuovo a casa mia il signore che manda Coletti e gli espongo le richieste, dopo poche ore Coletti accetta.
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lunedì 24 agosto 2009

PRECISO COME UNO SVIZZERO - 2

  La settimana successiva abbiamo fatto alcune riunioni a casa di Enzo che era il segretario del partito ad Ortona, é venuto il segretario provinciale ed un altro giovanotto, oltre a 2 o 3 altre persone di Ortona. Come si dice spesso: pochi ma buoni.
Lunedì successivo abbiamo dato l’annuncio a La Piazza e così in poche ore ero mediaticamente candidato. Le difficoltà sono cominciate dopo. Eravamo pochi, la segreteria di Chieti poteva darci solo un appoggio di materiali di propaganda e nessuno di noi era ricco. Così abbiamo fatto due conti e ci siamo fissati una meta economica con cui dovevamo fare tutto. Avevamo pensato ad un migliaio di euro per tutto, invece ne abbiamo poi speso 400/500 in totale.
Quando arrivammo alla raccolta firme la situazione diventa più difficile. La documentazione non arrivava, poi non era molto chiara (in pratica eravamo noi imbranati), qualcuno cominciava a dubitare. Era difficile trovare cittadini disposti a firmare, eravamo gli ultimi, molti parenti ed amici avevano già firmato per altre liste, infine firmare per i Comunisti é stato sempre difficile. Poco a poco passano i giorni e le firme cominciano a crescere, però molto lentamente, in questo modo saremmo rimasti fuori.
Pensa che ti pensa mi é venuta un’idea: chiedere ad amici d’altri partiti di aiutarmi. Al centrosinistra era tutto chiuso, ero il bastone tra le ruote di Coletti e la sinistra sinistra mi vedeva come un antagonista. Fino a che una mattina incontro casualmente il caro amico Nicola vicino ad AN e gli racconto la situazione. Ho la brillante idea e la faccia tosta di chiedergli se poteva aiutarmi con un pò di firme. Nicola senza battere ciglio mi disse che avrebbe almeno tentato di mettere insieme un pò di firme. E’ chiaro che il centrodestra si é poi mobilitato e facilmente hanno messo insieme diverse firme. Tra questi anche Remo che nella sede di FI mi ha dato un foglio con, se non ricordo male, 20 o 30 firme. Facendo la somma di tutte le firme non eravamo ancora arrivati alla meta. Ne mancavano poche, però mancavano. E fu così che il buon Nicola si mise tutto il giorno a completare un altro foglio che mi porta a casa all’1 di notte del giorno prima della presentazione. Ho ringraziato molte volte Nicola per tutto questo che, anche se per un interesse politico indiretto, comunque ci ha messo la faccia come amico. In fondo é semplicemente un atto di democrazia.
Si vota, prendiamo 250 voti, numericamente pochi, però politicamente é un buon segnale, anzi direi un segnale premonitore.
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sabato 22 agosto 2009

PRECISO COME UNO SVIZZERO

Dalle ultime elezioni amministrative sono passate ormai più di 2 anni. Sembra ieri, ho ancora la musichetta di Bella ciao nelle orecchie. Sappiamo tutti come é finita: il popolo ha fatto la sua scelta.
In questi 2 anni si sono fatti molti commenti sulla mia presenza a queste elezioni, molti politici hanno voluto dire la sua e così la gente si é fatta una certa idea. Come tutte le storie metropolitane c’é una ricca farcitura di supposizioni, invenzioni, vanti, opinioni, come é normale ci sia in ogni storia.
Ora, per ultimo, a bocce ferme, vi racconto la semplice storia.
Un Giovedì sera di fine Marzo torno dal mio solito viaggio in America, ero stato a Panamà un paio di mesi, una puntatina a Costa Rica e di ritorno un pò di giorni a Bogotà da dove avevo ripreso il solito AV 10. Il giorno dopo chiamo ad Emma per salutarla ed avere notizie sulla politica ortonese. Vengo a sapere dei candidati sindaci, allora ancora teorici, e che Comunisti Italiani non avevano aderito al centrosinistra che proponeva Coletti. Dopo un pò chiamo Enzo per chiedere chiarimenti e mi commenta che é tutto vero, che avevano anche contattato un candidato che però poi aveva rinunciato e che stavano pensando a cosa fare. OK, ciao. Più tardi mi chiama Osvaldo, amico e compagno dai tempi preistorici, e mi chiede di voler fare due chiacchiere. Certo, Domenica pranzo come sempre da mia madre e dopo le 2 ci prendiamo il caffé a casa mia.
Prendiamo il caffè, Osvaldo mi spiega bene tutto quello che era successo nei 2 mesi di assenza e mi chiede se volevo candidarmi come sindaco con i Comunisti Italiani. Mi disse: pensaci e mi fai sapere. Osvà, ci ho già pensato, accetto, organizziamoci, non possiamo permettere certe cose.
Non sono mai stato iscritto ai Comunisti Italiani, nè a nessun altro partito da quando sono uscito silenziosamente dai DS nel 2003.
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