Ho letto La Piazza di ieri e soprattutto ho visto le foto.
Evidentemente siamo al “Delirio di Stato”.
Organizzare una cosa del genere evidenzia due grandi problemi:
1 - La Regione Abruzzo ha soldi da buttar via finanziando direttamente e indirettamente, attraverso i Comuni, operazioni relazionate prevalentemente alla Chiesa che normalmente viaggia sempre a scrocco. Muovere un centinaio di persone dall’Abruzzo alla Galizia per promuovere un Santo é l’evidenza del rapporto tra una “certa politica” con una “certa chiesa”.
Si da per certa l’autenticità delle reliquie di San Tommaso e del relativo braccio, sapendo perfettamente che questo non ha assolutamente nessuna certezza scientifica.
2 - La promozione turistica sia dell’Abruzzo che di Ortona é chiaramente sbagliata e fasulla, non servirà a niente. Canali e metodi sbagliati.
Volendo fare un “Protocollo d’intesa”, il quale in pratica é solo aria fritta senza un lavoro sul territorio, sarebbero bastate 2 o 3 persone invece di portarne 100, tra assessori, sindaci, damigelle, fotografi, portaborse, ruffiani ed altri.
I risultati non tarderanno: un pacco di fatture da pagare e i soliti pochi turisti ad Ortona.
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sabato 26 giugno 2010
IL SACCHEGGIO CONTINUA 2
ORTONA in 5 minuti by Mario Paolini
Mario Paolini batte gli assessori al turismo di tutto l'Abruzzo 10 a 0.
Senza andare a Santiago de Compostela, senza spendere un euro, senza fasce tricolori, senza il vescovo, senza damigelle, fotografi, portaborse e ruffiani.
Mario Paolini passa alla finale, tutti gli assessori al turismo retrocedono in serie Z.
mercoledì 12 maggio 2010
I Progetti per il turismo dell’Assessore Di Martino (La Sveglia – 28.04.10)
Da un po’ di tempo si riparla di San Tommaso collegato al turismo di Ortona. L’assessore Di Martino ha rispolverato ancora una volta il suo vecchio e ormai zoppo cavallo di battaglia.
Ancora una volta, nonostante la privilegiata posizione di Assessore provinciale, guarda al turismo con l’occhio del politico invece che dell’amministratore.
Ripetere, anzi direi scopiazzare senza buonsenso, il Cammino dell’Apostolo Iago per l’Apostolo Tommaso ad Ortona é solo una sciocchezza commerciale che non darà nessun beneficio alla città e da cui la Chiesa e l’Arcivescovo Ghidelli dovrebbero invece prendere le distanze.
Ci sono due importanti ragioni:
-Secondo l’Assessore Di Martino la nostra principale risorsa turistica é San Tommaso Apostolo. Un po’ difficile da credere. Il turismo religioso (in realtà é pellegrinaggio) ha un suo significato particolare, ma non ha una valenza economica o di sviluppo; é un “tocca e fuggi”, é irrilevante sul piano numerico e delle presenze medio-alte. Tengo a precisare che per la Città S. Tommaso rappresenta un simbolo importantissimo e che, al di là delle idee di ciascuno, io stesso, specialmente all’estero, parlando della mia Ortona menziono il nostro Castello Aragonese, il nostro Cimitero Canadese e il nostro Apostolo Tommaso, Francesco Paolo Tosti, ecc..
Il senso storico di Santiago de Compostela é completamente differente da San Tommaso, come é completamente differente il senso commerciale. Le cifre sul numero di pellegrini fornite da Di Martino in dichiarazioni e sulla stampa sono sbagliate, ben lontane da quelle vere e ufficiali.
Si progetta invece l’ennesimo viaggio, in questo caso a Santiago de Compostela, per inutili gemellaggi e scorribande istituzionali, sembra addirittura con il Presidente Chiodi, del solito gruppo di politicanti a spese del cittadino per ripetere l’ennesima volta il nulla in concreto.
Anni fa Di Martino si diresse verso l’India alla ricerca dell’Apostolo Tommaso, riportando solo una lunga nota spese, oggi si prepara a viaggiare verso occidente e riporterà un’altra lunga nota spese, questa volta a carico della Provincia di Chieti.
- Il turismo é ben altro. Oltre ai luoghi, ai monumenti, alle bellezze naturali bisogna avere le strutture, il personale, l’organizzazione. Ortona, purtroppo non ha nulla di tutto questo. La città é sporca e scalcinata, il personale addetto al turismo é saltuario, con poca professionalità, precario al massimo. Gli operatori, grandi e piccoli, sono abbandonati a se stessi, l’indotto artigianale, culinario e dell’ospitalità offrono ben poco.
Ancora una volta si lucida la punta della piramide e si nasconde tutto il resto. Bisognerebbe invece iniziare a lavorare dalla base, basterebbe copiare da qualunque cittadina dell’Umbria o delle Marche, per non andare troppo lontano, e così evitare sperperi ed avere il turismo come attività produttiva di Ortona.
Dopo un anno di gestione questo é il risultato che l’Assessore Di Martino propone al turismo di Ortona. Se tanto più tanto mi da tanto, se tutto va bene siamo rovinati.
Consiglio a tutti la lettura di “La Via Lattea” (Odifreddi-Valzania) – Editore Longanesi. Parla della camminata Roncesvalles-Santiago de Compostela di un ateo e di un cattolico.
Gianni di Gregorio

