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sabato 5 giugno 2010

IL CARRARMATO ATHENA


Tutti a guardare il carro armato alle Quattro Strade e naturalmente ognuno con la propria opinione. Di sicuro dov’era non stava bene, almeno quì é visibile.
In uno spazio così grande cos’altro potevamo mettere ? Io avevo pensato ad una statua equestre di Tommaso Coletti, ma purtroppo il grande Botero é occupato e non ha accettato.

E allora, lasciamo l’Athena dov’é, finiamo i lavori al più presto, mettiamo dei fiori, scriviamo ORTONA CITTA’ DELLA PACE, Medaglia d’oro, Città che rifiuta Via Almirante, informazioni turistiche e per favore non la tappezziamo di scritte idiote per dire “l’ho pensata IO, l’ho realizzata IO, l’ho portata IO”.

domenica 21 febbraio 2010

UDITE UDITE, BENITO E’ MORTO

E’ morto Benito, é morto il Duce. Si, l’abbiamo appena saputo.
E’ morto da eroe, insieme alla sua cara e amata famiglia, difendendo la Patria alla frontiera Svizzera. E’ morto con l’arma in pugno come sempre visse. Fu sopraffatto da un manipolo di sbandati, ladri e assassini denominati Partigiani.
L’Imperatore d’Etiopia e d’Albania é in vacanza a Brindisi e ha fatto sapere che, come noi tutti, é profondamente addolorato. Questa é la storia di ieri.
Oggi parliamo di Giorgio Almirante ed Antonio Gramsci. La signora Guarracino, insieme ad un manipolo di consiglieri comunali ed al Sindaco Fratino, pensa di intestare una via cittadina ad Almirante, poichè essendoci già un asilo intestato a Gramsci sembra giusto pareggiare.
Secondo Fratino, Gramsci era un politico schierato in maniera chiara allo stesso modo di Almirante, perciò se tanto mi da tanto, tocca una via ad Almirante.
Io vorrei evitare di offendere il Sindaco, ho sempre cercato di non superare certi limiti nella mia critica politica, ma in questo caso, a chi fa un confronto del genere, devo dire che il titolo d’ignorante gli sta a pennello.
Con Almirante saremmo ancora in una dittatura, leggeremmo invece de LA SVEGLIA, IL RISVEGLIO DELLA RAZZA e sicuramente non con il professor Falcone. Almirante ha solo usato la democrazia quando la democrazia ha prevalso sulla dittatura, é stato costretto alla democrazia, ma non l’ha mai accettata e mai accettò la Costituzione tanto da non riconoscerla fino alla sua morte. Il M.S.I. non ha mai fatto parte del cosiddetto Arco costituzionale.
Oggi se Fratino é Sindaco lo deve a Gramsci, se Falcone edita LA SVEGLIA lo deve a Gramsci, se la Guarracino siede in Consiglio comunale lo deve a Gramsci, se io parlo e scrivo lo devo a Gramsci.
Non parliamo di destra e sinistra. La pari dignità é un concetto della democrazia non del fascismo di Almirante.
A dimostrazione di tutto questo un ultimo dettaglio.
Gramsci morì in carcere stroncato da oltre 10 anni di reclusione inflittogli dal regime di Almirante perché fondò il Partito Comunista d’Italia.
Almirante morì nel letto di casa sua a Roma circondato dall’affetto della moglie, dei parenti e degli amici, garantito dai valori democratici per cui Gramsci stesso visse e morì. La grandezza della Democrazia, altro che il matòn di Almirante.
Perciò faccio un appello pubblico al Sindaco: FRATINO, lasciaci almeno la medaglia d’oro.

Nota: Il termine “matòn” é usato nella lingua spagnola per definire l’assassino abituale, ricorrente, volontario, sprezzante della vita altrui, a differenza di “asesino” che é usato più in casi d’omicida occasionale o involontario.

giovedì 28 gennaio 2010

SEMPRE PIU' IN BASSO . . .

Leggo sul quotidiano “Il Centro”, di giovedì 29 gennaio, la notizia della proposta di intitolazione di una strada cittadina a Giorgio Almirante. La cosa di per sé non mi meraviglia, viviamo da qualche tempo un clima di “restaurazione” e di “revisionismo” storico che mira a confondere e disorientare la pubblica opinione, con l'obiettivo di scardinare i principali valori della repubblica democratica e antifascista, nata dalla resistenza. Un vero e proprio “progetto eversivo” portato avanti non più con la rozza strategia stragista degli anni '70 ma con le sottili armi della persuasione attraverso la menzogna.
Dunque, considerato il clima, non mi meraviglia nemmeno l'accostamento, che qualcuno fa nell'articolo, tra la figura di Giorgio Almirante (fascista, repubblichino, collaborazionista dei nazisti, razzista, fucilatore di partigiani,...) e Antonio Gramsci (filosofo, giornalista, scrittore, tra i più grandi pensatori della storia italiana). Ma, parlare di figura “controversa di Gramsci” (antifascista incarcerato dal 1926 al 1937 e fatto morire solo per le sue idee) mi sembra francamente vergognoso e provo sempre più “disgusto” per il livello così basso del pensare della “politica locale”.
Voglio, però, ricordare che l'asilo nido comunale fu intitolato ad Antonio Gramsci, dopo un dibattito serio e argomentato ed, infine, la proposta fu approvata con manifestazione di rispetto verso le idee pedagogiche di Antonio Gramsci, il quale riteneva che “la scuola deve tendere al pensiero creativo e ad un libero senso critico” (materie scarsamente diffuse in questi ultimi tempi).
L'intitolazione dell'Asilo avveniva con l'inaugurazione della nuova struttura ma, soprattutto (mi piace ricordare), con la trasformazione dell'asilo (molto osteggiata) da servizio custodialistico-assistenziale (della tradizione del vecchio ONPI) in servizio pedagogico-educativo.

Euclide di Pretoro

martedì 19 gennaio 2010

ALMIRANTE: L’UOMO, IL FASCISTA, LA FIGURA POLITICA.

La deriva politica, economica e culturale dell’amministrazione del Sindaco Fratino tocca il suo apice il 16 Novembre 2009.
Ortona a mare, medaglia d’oro al valor civile, sede del Museo della battaglia, sede del Cimitero canadese, porto di fuga della famiglia reale di Savoia, dedica una strada a Giorgio Almirante.
L’immagine politica di Almirante é di poco conto, uno dei tanti che firmò il “Manifesto della razza” (1938), uno dei tanti fucilatori di partigiani (1944), fù uno dei tanti Ministri di Mussolini e uno dei tanti arruolati nella Repubblica Sociale Italiana a Salò. Segretario del ricostituito Partito Fascista nel dopoguerra ottenne ben pochi consensi e rimase sempre emarginato dalla vita politica italiana fino alla sua morte.
Certamente un uomo con pochi titoli, e non certamente esemplari, per meritare l’intitolazione di una strada anche se di periferia o magari di un vicolo cieco.
La deriva amministrativa ortonese é ben altro.
Le consigliere Guarracino e Schiazza, che non possiamo neanche definire fasciste per la loro età e livello culturale, presentano la proposta al consiglio comunale senza neanche rendersi conto di quello che fanno, ma solo per esibire ai loro gerarchi lo squallido trofeo politico.
Gli altri consiglieri, gli assessori ed il sempre più amato Sindaco accettano con piacere un così basso prezzo politico in cambio di ben più cospicui e proficui interessi politici ed economici.
L’Avv. Di Martino difende la Patria ortonese ed alza la mano in Consiglio comunale allo stesso tempo, ormai prigioniero dei suoi stessi colleghi camerati.
Si parla di ricatti. Ma chi ricatta a chi ? Chi sono gli abominevoli ricattatori e chi i poveri ricattati ?
Ormai il sistema funziona così: la politica degli scambi. Ma purtroppo si scambiano solo cose cattive, niente di niente che possa favorire la gente e la città.
L’opposizione continua ad opporsi, con calma, silenziosamente, democraticamente. Nessuno ha sollevato lo scandalo a livello cittadino.
Tutti con la “schiena dritta”, come spesso dice l’Avv. Di Martino !
Il dott. Crisci Vi aspetta tutti a Popoli, nel suo studio. E’ già tutto pagato, non portate regali, portate solo la schiena e la vergogna.

Numero 90 del 16/11/2009
APPROVAZIONE ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DAI CONSIGLIERI ANNALISA SCHIAZZA E ANNA RITA GUARRACINO ED ALTRI E RIGUARDANTE L’INTITOLAZIONE DI UNA STRADA A GIORGIO ALMIRANTE.

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