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venerdì 1 ottobre 2010

CAMBIAMENTI STRUTTURALI POLITICI E AMMINISTRATIVI - 5


9 - Consulenze professionali
La piaga di tutti gli enti pubblici é questa. Si distribuiscono consulenze inutili e costosissime ad amici o sostenitori del proprio Partito. In questo modo si sperperano preziose risorse pubbliche e si deprezza invece la professionalità e la capacità della dirigenza amministrativa del Comune.
PATTO per ORTONA si impegna ad eliminare tutti i tipi di consulenze innecessarie.

10 - Riordino area legale Comune - Staff avvocati
Il Comune di Ortona spende ogni anno cifre esorbitanti per spese legali nonostante non vinca quasi mai una causa. Anche questo é un metodo molto simile alle consulenze professionali usato dagli attuali amministratori.
L’ultimo costo, in ordine di tempo, é di quasi € 270.000 distribuito tra parcelle e spese legali.
Bisognerà creare uno staff stabile e di provata capacità per le questioni legali interna al Comune, valutare bene caso per caso prima di entrare in un conflitto legale e soprattutto eliminare parcelle esterne esorbitanti.

11 – Il Comune in Rete
Ormai tutti o quasi consultiamo informazioni di ogni genere sulla rete Internet. Consultare il sito del Comune di Ortona é per un comune cittadino un’odissea.
Vi assicuro che é tutto da rifare. Il sito é carente di progettazione, cioé chi l’ha disegnato non ha chiaro l’obiettivo finale. Inoltre ha un’enormità di spazi vuoti e ripetuti.
Bisognerà progettare qualcosa di semplice ed efficiente che il cittadino, anche il più inesperto, possa consultare velocemente.
Inoltre anche il turismo ha bisogno di una pagina in rete dove chiunque possa avere un’immagine allettante della città e dei suoi dintorni oltre naturalmente a tutte le informazioni. Oggi la stragrande maggioranza di chi fa turismo s’informa e sceglie attraverso la rete. Ortona non può continuare a rimanerne fuori.

PATTO per ORTONA

mercoledì 1 settembre 2010

CAMBIAMENTI STRUTTURALI POLITICI E AMMINISTRATIVI - 4

6 - Incontro pubblico con gli amministratori.
Come in ogni società civile, gli amministratori devono dar conto ai propri elettori. A precise scadenze semestrali, il Sindaco e gli assessori, insieme o separatamente, dovranno rendicontare il loro operato pubblicamente e illustrare le iniziative del successivo semetre. I cittadini, in questo modo, saranno informati, potranno chiedere spiegazioni rivolgendo domande, vivranno passo dopo passo lo svolgimento della vita amministrativa.
E’ importante che l’elettore non venga abbandonato il giorno dopo con la scusa di chi vince amministra. Chi vince ha comunque il dovere d’informare.

7 - Consigli di quartiere.
Alcuni partiti ripropongono periodicamente la costituzione dei consigli di quartiere.
In anni passati sono già esistiti senza nessun risultato significativo. In una piccola città non serve assolutamente, é solo una macchina per far girare piccoli personaggi politici di quartiere. Noi non parteciperemo mai.

8 - Revisori dei conti.
Qualsiasi gestione amministrativa per funzionare bene deve essere controllata, e naturalmente a controllare deve essere la parte che non amministra. Troppo spesso questo elementare sistema non viene applicato. Spesso, anzi quasi sempre, i controllori sono eletti da chi amministra ed ovviamente questo non da nessuna garanzia al cittadino. Bisognerà cambiare questo sistema dando la maggior trasparenza possibile alla gestione pubblica.

PATTO per ORTONA

martedì 3 agosto 2010

CAMBIAMENTI STRUTTURALI POLITICI E AMMINISTRATIVI - 3

Tutti i politici professano l’idea del servizio alla comunità, ma poi nessuno vuol togliere 5 centesimi dai propri compensi, anzi ogni tanto tentano d’inventare qualcosa per portare a casa qualche euro in più. Il problema é generale, dai parlamentari ai semplici consiglieri di Ortona passando per Provincia e Regione.
Altra proposta no negoziabile del nostro programma é quella dei compensi agli amministratori e dei doppi incarichi.

4-Stipendi e compensi
Gli incarichi politici o amministrativi devono essere considerati, specialmente in una piccola comunità come Ortona, soprattutto onorari e non retribuiti.
Per PATTO per ORTONA tutti gli stipendi delle cariche ritenute indispensabili (Sindaco, assessori, Presidente) devono essere ridotti del 50% su base attuale, poiché ognuno dovrà considerare il suo impegno come apporto alla collettività. Cominciamo con un buon esempio verso i rappresentanti del Consiglio provinciale e regionale.
Ugualmente bisognerà rivedere molti aspetti etici ed economici dei compensi a consiglieri in commissioni ed in consiglio comunale.

5-Doppio incarico per consiglieri
Ogni volta che c’é da ricoprire un incarico in un ente o consiglio d’amministrazione o altro incarico, si fanno avanti il solito gruppo di consiglieri di maggioranza e minoranza. Non si capisce perché un consigliere debba avere certi ruoli: un consigliere é un consigliere comunale e basta, deve solo fare bene il suo lavoro.
I consiglieri non possono autoeleggersi a tutto, ma, escluso i casi di legge, devono eleggere terze persone capaci a ricoprire il ruolo indicato.
Addirittura il Sindaco Fratino, nonostante già 7 assessori, é riuscito a dare incarichi con una specie di sottodelega a diversi consiglieri per riuscire a distribuire incarichi un po’ a tutti.
Insuperabile per la sciocchezza del principio.

Dalla prossima amministrazione, con solo 16 consiglieri e 4 assessori, ci sarà molto lavoro per ognuno di loro, perciò bisognerà farlo con il massimo impegno e avvalersi il più possibile dei dirigenti e impiegati comunali e della collaborazione di persone esperte del tema in questione.

PATTO per ORTONA

martedì 20 luglio 2010

CAMBIAMENTI STRUTTURALI POLITICI E AMMINISTRATIVI - 2


La macchina amministrativa dei comuni consuma sempre più risorse economiche e funziona sempre peggio. Quella di Ortona ormai é ingigantita da una serie di ruoli e personaggi che la rendono una sorta di califfato. Somigliamo sempre più ad un paese mediorientale. 
La proposta di PATTO per ORTONA é molto semplice e pratica: l’eliminazione totale, nella prossima amministrazione, di tutta questa struttura e dei relativi ruoli.
Questa proposta é uno dei punti no negoziabili del nostro programma amministrativo.
2-Staff del Sindaco
Direttore generale. Si é molto parlato di questa posizione e realmente nessuno é riuscito a spiegarci la funzione precisa di questo ruolo. Questa difficoltà é dovuta al fatto che realmente il ruolo non ha assolutamente nessuna funzione. La legge lo prevede, non lo obbliga, ora la nuova legge l’ha definitivamente eliminato.
Per i piccoli centri non ha assolutamente nessuna importanza oltre a quella di ripagare favori politici. E’ un ruolo che, oltre per il costo, dovrebbe essere immediatamente abolito. Il Comune conta con un nutrito ed esperto numero di funzionari che possono svolgere perfettamente le loro funzioni.
Inoltre, ci sono ruoli che di fatto rappresentano solo il nulla. Addirittura una persona pagata per curare i “rapporti istituzionali” ed un’altra, ad honorem, come portavoce del Sindaco.
Io non credo che il prossimo Sindaco abbia bisogno di un portavoce, quantomeno dovrebbe riuscire a parlare alla città da solo, con la sua propria voce.
Abbiamo anche “la segretaria personale del Sindaco” il cui ruolo é esclusivamente politico caricato alle spese della comunità.

3-Difensore civico
La figura non ha senso di esistere soprattutto se si tiene conto che viene eletta dalla maggioranza stessa, perciò la sua stessa funzione é snaturata. I risultati l’hanno dimostrato ampiamente.
Il difensore civico sarà eliminato per legge dalla prossima amministrazione comunale.
In questo modo abbiamo eliminato, in un modo o nell’altro, un nutrito gruppo di parassiti, risparmiando risorse, eliminando clientele e agevolando la vera funzione pubblica.

PATTO per ORTONA

mercoledì 7 luglio 2010

CAMBIAMENTI STRUTTURALI POLITICI ED AMMINISTRATIVI

Un movimento civico, non essendo un partito già costituito, deve crearsi dei punti fermi sulla propria politica, deve tracciare una linea ben precisa che é quella poi che giustifichi la sua stessa nascita ed esistenza.
PATTO per ORTONA ha diversi punti fermi basati soprattutto sulla correttezza e trasparenza amministrativa, sul rapporto pubblico politico-cittadino e sulla funzione sociale di un’amministrazione come motore di sviluppo economico e culturale.
Prima ancora di pensare ai classici programmi di campagna elettorale, Noi pensiamo che bisogna apportare, per i valori democratici e per il buon funzionamento di un Comune, alcuni cambiamenti strutturali che impediscano o almeno limitino il dilagante clientelismo dei partiti, l’intromissione della politica nelle strutture amministrative e l’enorme burocrazia che essa crea.
Detto questo, elenchiamo i cambiamenti strutturali politici ed amministrativi che rappresentano una condizione indiscutibile della nostra politica.

1-Presidente Consiglio comunale. Per garantire la massima trasparenza amministrativa, come é già una regola nelle maggiori democrazie del mondo, il Presidente del Consiglio comunale deve essere eletto tra i consiglieri dell’opposizione.
Il Presidente di tutti i consiglieri deve essere il gestore imparziale delle attività dell’Aula e non un membro aggiunto dell’amministrazione. Il Presidente deve garantire lo svolgimento democratico del Consiglio e non deve essere al servizio della sua maggioranza e meno ancora del Sindaco come succede ora (vedi Tommaso Cieri).
Le funzioni del Presidente sono esattamente quelle dell’equilibrio democratico, egli deve essere sufficientemente preparato a questo incarico e deve sempre accogliere istanze e proposte di tutti i consiglieri.
La legge solo impone che debba essere votato a maggioranza, ma dovrebbe essere la responsabilità e l’etica politica a farci riflettere.
Indipendentemente dai risultati elettorali questo principio deve essere fatto proprio da tutti i gruppi politici che parteciperanno alle elezioni. Noi siamo i primi a proporlo e ad accettarlo.

PATTO  per  ORTONA

venerdì 25 giugno 2010

Un PATTO per ORTONA

La politica locale ci offre, ormai da tempo, la contrapposizione di due schieramenti: il Centrodestra al potere da 16 anni ed il Centrosinistra in opposizione.
In questo modo la politica di Ortona é ormai guerra tra bande dove ci si combatte senza esclusione di colpi penalizzando ogni volta i veri interessi della collettività.
Consideriamo questa offerta politica ormai superata, i risultati lo dimostrano, poiché é una chiara dimostrazione di staticità.
Un giorno ci siamo seduti intorno ad un tavolo con un piccolo gruppo di cittadini con diversi ideali politici ed abbiamo analizzato la situazione di degrado in cui ci troviamo politicamente e durante la conversazione ci siamo accorti che, nonostante le differenze, eravamo tutti d’accordo su tutte le soluzioni eventualmente da adottare. Abbiamo subito capito che la Città non aveva bisogno di queste contrapposizioni, ma di persone che offrissero la loro disinteressata disponibilità alla gestione della nostra stessa comunità.
Le riunioni intorno al tavolo si sono ripetute ed allargate così tanto da sentirci chiamati ad un atto di responsabilità civile e stringere un patto tra noi per offrire, alla Ortona che viviamo giornalmente, un impegno politico personale.
Abbiamo stretto un patto, un patto tra uomini e donne, tra giovani ed adulti, tra laici e cattolici per impegnarci a riportare le vere necessità del cittadino e della comunità al centro della politica.
Abbiamo stretto un patto per Ortona per unire le nostre idee comuni, le nostre forze, le nostre capacità, abbandonando pregiudizi che, di fatto, poco apportano alla crescita collettiva.
Così é nato il movimento politico PATTO PER ORTONA, formato da persone di tutte le espressioni della società civile e politica ortonese, d’alto valore morale, tutte impegnate esclusivamente per il bene comune, consapevoli che le ricette politiche del passato sono ormai superate.
Riconosciamo il valore politico e sociale dei partiti politici in ruoli superiori, ma vogliamo porre un freno all’inquinamento da interessi economici personali e da ambizioni di carriera politica. Gli intrecci con la politica provinciale e regionale danneggiano la città fino a distruggerne l’identità.
PATTO PER ORTONA é un movimento politico aperto a tutto il mondo civico cittadino, in particolare della solidarietà e dei giovani come ricambio generazionale.
Nei prossimi mesi pubblicheremo i nostri punti di vista e nel frattempo aspettiamo commenti.

Pasquale Grilli
335401486
Gianni di Gregorio
3334998423

venerdì 21 maggio 2010

LA RIVINCITA DELLA RIVINCITA (La Sveglia - 12.05.10)



A due anni esatti dalle prossime elezioni amministrative ad Ortona la situazione politica del Centrosinistra é ancora avvolta in una fitta nebbia invernale.
Nel buio si sente solo il frastuono del PD in Consiglio comunale. Di tanto in tanto s’intravedono ombre di piccoli gruppi muoversi cercando di venire alla luce.
Attualmente il PD rappresenta la parte più importante e rappresentativa dell’opposizione e del Centrosinistra; da tempo é arroccato sulle sue posizioni di Partito Nazionale, Regionale e Provinciale; da tempo pensa di poter gestire tutta la politica a sinistra del PDL e da tempo pensa di poter muovere tutte le pedine politiche nell’ambito ortonese.
Errore. A sinistra del PDL esiste un’immensa area di cittadini che vogliono dire basta alla politica del Centrodestra, dire basta ai partiti dei politicanti, migliaia di persone che non si sentono rappresentati dal sen. Coletti e molto meno dal PD.
Nell’oscurità che avvolge questo partito si sentono chiacchiericci, commenti a bassa voce: non sarà che il sen. Coletti abbia voglia di tentare di nuovo l’avventura a Candidato Sindaco di Ortona?
Io non credo, non ci credo a questi commenti, anzi vorrei non crederci, ma forse potrei anche crederci. Speriamo di no, per il bene di Coletti, per il bene della città e per il mio di ortonese.
Da veterano della politica, ormai fin troppo, Coletti dovrebbe cominciare a proporre politici di qualità, affidabili, esperti ed allo stesso tempo iniziare un vero e proprio rinnovamento e lasciare spazio a nuove leve. Bisogna da subito costruire una valida alternativa, non solo frutto di accordi e compromessi, ma di programma e di certezze.
Oltre all’avv. Serafini ed al dott. Di Sciullo, ottime alternative, ci sono altri d’uguale peso politico che il Partito dovrebbe valorizzare cercando dentro ed intorno e sopratutto valorizzando le persone e non le clientele.
Solo questa politica eviterebbe l’emorragia di presenze e di consensi attualmente in corso. Per favore ragazzi, evitiamo l’ennesima collezione di fischi e di fiaschi.
Sarebbe un vero peccato se tutto questo non si possa fare solo per avere la rivincita della rivincita e per dare un laghetto alla trota di turno.

Gianni di Gregorio

venerdì 28 agosto 2009

PRECISO COME UNO SVIZZERO – 6

L’11 Giugno finisce anche il ballottaggio. Dai primi risultati avevamo capito che sarebbe stata dura, poi dopo la metà dei seggi era chiara la sconfitta. Pazienza, sono cose che succedono. Però la grande sorpresa doveva ancora venire !
Enzo durante il periodo del ballottaggio non si era visto e non aveva partecipato alla campagna. Ho pensato al suo disaccordo nella scelta dell’alleanza sia del suo partito che della mia, però come sempre faccio rispetto le idee di ognuno tanto che non ne ho mai parlato nè ho chiesto spiegazioni dettagliate. Qualche giorno dopo su La Piazza esce un breve commento di Enzo che da segretario dei Comunisti Italiani analizza il risultato. Realmente rimaniamo tutti a bocca aperta leggendo che mi accusava di aver “mercanteggiato ad esclusivo titolo personale, nonostante il consiglio di non farlo, e per suo tornaconto, l’apparentamento con Tommaso Coletti”. Ho lasciato perdere e non l’ho neanche chiamato per chiedere spiegazioni. Molti mi hanno chiesto di che cosa si trattasse, ma purtroppo non ho potuto dare nessuna risposta plausibile.
Intanto quelli del partito, quelli che la campagna elettorale l’avevano fatto davvero, cominciano a discutere di tutta una serie di cose “interne”, mentre io che ero un “esterno” rimasi semplice spettatore. Il segretario provinciale mi ringrazia pubblicamente a mezzo stampa per il mio operato, l’impegno, il risultato, eccetera. Tutto questo finché un paio di settimane dopo esce un manifesto sul tabellone del partito con una serie di beghe interne e di accuse dove Enzo ribadiva di nuovo il mio “mercanteggiamento con Coletti”. Nessuno fino ad oggi ha mai saputo di cosa si trattasse esattamente, né Enzo ha spiegato a me personalmente o pubblicamente le modalità del mio tornaconto personale. Passati ormai oltre 26 mesi, possiamo dire che si é trattato di un momento d’ira, di una crisi esistenziale, di un malinteso o chissà di cos’altro. Gli attori di tutto questo conoscono benissimo il mio modo di fare politica per quel po che ne faccio, l’opinione pubblica avrà pensato chissà a quale intrigo. Tutti sanno però che sono PRECISO COME UNO SVIZZERO.
Fine.

giovedì 27 agosto 2009

PRECISO COME UNO SVIZZERO - 5

Ovviamente nessuno credette alla risposta, neanche quelli che erano con lui che si guardarono in faccia sorpresi, però a quel punto la palla passò a Remo. Perché non disse nulla al momento dell’incarico ? In pratica la storia si trasformò nel gioco dell’oca, torna alla casella di partenza.
Nell’ultimo comizio in piazza porto la documentazione che nel frattempo mi ero letto bene. Denuncio pubblicamente il fatto, non che esistesse una società, ma che c’era questa diciamo anomalia con l’incarico. La scena del comizio fu forte. Remo si offese terribilmente per questo, m’insultò un paio di volte, mi tolse il saluto e pensò e disse che qualcuno si era servito di me per colpirlo. Niente di più sbagliato, anche se non sembra, sò benissimo quello che faccio, lo faccio fino in fondo e soprattutto lo faccio liberamente. Non ci vuole una grande scienza per capire il conflitto d’interesse che c’é stato, come dice il proverbio: é come raccomandare le pecore al lupo.
Io credo, e lo credono tutti, che non é sano nominare assessore all’Urbanistica una persona titolare di una società immobiliare, indipendentemente da chi sia. Però bisogna dire che in questo caso Fratino, che era il maggiore responsabile essendo Sindaco, é stato furbo ed ha taciuto, invece Remo ha montato una tragedia greca e fino ad oggi si strappa i capelli disperandosi per le cattiverie che gli ho fatto e che gli fanno un po’ tutti.
Conosco bene i due personaggi, dopo il mandato in corso speriamo che se la cavino.
In una riunione sempre a casa mia Enzo non era molto d’accordo su questa soluzione, pensava di accettare l’alleanza senza nessuna condizione, gratis, forse si sentiva escluso o forse era una forma di principio politico. Comunque nella stessa riunione dissi chiaramente che il mandato che mi avrebbero dato in caso di vittoria era a disposizione del partito indicando Enzo o Osvaldo a sostituirmi. Per me non era assolutamente importante, é chiaro e lo sanno tutti. L’importante era che per la prima volta un esponente della sinistra si poteva occupare di politiche sociali, non mi sembra poco.
Il giorno dopo riunione a 3 con Coletti, brevissima. Per il vicesindaco avevano già in mente Pina ed era difficile cambiare, per l’assessorato si parlava delle politiche sociali. Ricordo ancora la sorpresa di Coletti sentirsi cambiare una poltrona ben retribuita per un assessorato difficile! Alla fine lascio aperta la possibilità per Pina e chiudo con l’assessorato. Il resto é noto, il popolo ha scelto Fratino.
L’esperienza questa volta era terminata definitivamente, un’esperienza che mi mancava dalla collezione, senza dubbio positiva. Due cose mi rimasero ben impresse. Parlare con la gente che ti deve votare che é differente da quella che conosci e incontri normalmente per strada. Anche la mia posizione era differente. Mi sorprese molto la forza, la caparbietà, la volontà di Coletti. Un vero Caterpillar, una macchina da lavoro. Lo supponevo, ma la realtà ha superato di due volte le attese. A parte le idee politiche e di vita diverse, effettivamente, nel bene e nel male, é uno speciale.
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mercoledì 26 agosto 2009

PRECISO COME UNO SVIZZERO - 4

Pochi giorni prima di votare, in mattinata, ricevo una telefonata da un esponente del Comitato Coletti invitandomi per il pomeriggio ad una trasmissione televisiva a Rete 8.
Non riesco a capire bene di cosa si tratta, considerando che non ero un candidato, ma comunque mi preparo e mi pettino e nel primo pomeriggio parto per Chieti.
In questo ufficio trovo praticamente tutti gli esponenti del centrosinistra, ero l’ultimo ad arrivare, e capisco che un gruppo di noi doveva fare una domanda all’altro candidato Sindaco ed un gruppo di loro avrebbe fatto delle domande a Coletti. Il problema era che non sapevo che domanda fare, così appena uno parla di alcuni documenti riguardanti Remo mi interesso. Nessun altro ha mostrato attenzione, probabilmente perchè già avevano una domanda precisa da fare a Fratino o forse perchè videro il tema un pò troppo complicato. In pratica si trattava di una semplice visura camerale di una società. Però in quel momento non c’erano le carte perchè le aveva Gianluca che sarebbe arrivato a minuti. Bene, aspettiamo e vediamo di che si tratta. Infatti, dopo 10 minuti, arrivano le carte che guardo molto velocemente, ma capisco subito di che si tratta. C’era la visura, un bilancio ed altro, comunque le normali cose pubbliche che si possono ritirare in una camera di commercio a pochi euro. Sono esperto dell’argomento e comunque non c’era molto da capire. Si parte per Rete 8.
La domanda che mi viene in mente da fare a Fratino é la seguente: quando hai incaricato Remo dell’assessorato all’Urbanistica eri a conoscenza dell’esistenza di questa società immobiliare ?
La risposta é difficile, é a doppio taglio, semplicemente perchè era chiaro un errore o una malafede da parte di Fratino e di Remo. Comunque Fratino rimase molto sorpreso di fronte alle telecamere e m’insultò per aver gettato del fango sulla sua onorata persona, come buon comunista. Però non rispose né si né no. Ci furono due giri di domande. Al mio secondo giro rifaccio la stessa domanda chiedendo: SI o NO ? Lo sapevi o non lo sapevi ? L’imbarazzo di Fratino fece il giro di tutto lo studio e tornò sul suo volto! Con voce tremolante disse: NO.

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martedì 25 agosto 2009

PRECISO COME UNO SVIZZERO - 3

Ballottaggio. In 2 o 3 occasioni in campagna elettorale avevo detto che non mi sarei alleato con Coletti. Mi sembrava ovvio e così dopo il primo turno mi ero messo l’anima in pace. Per me le elezioni erano felicemente finite. Dopo un pò di calma cominciarono le domande, le pressioni e tutto un movimento per convincerci ad appoggiare Coletti. Un amico di allora, ora non più, mi visita a casa per chiedermi le condizioni per aderire all’alleanza. Purtroppo per lui torna in sede senza nessuna condizione. In una seconda visita invece mi fa delle offerte, politiche naturalmente. Le solite cose: assessorato, presidenza, poltrone e sgabelli. Purtroppo per lui anche in questo caso torna in sede a mani vuote. Coletti non mi ha mai chiamato, ha sempre mandato questo signore.
Tra noi eravamo tutti d’accordo a seguire questa linea. Un giorno viene fuori una riunione tra Coletti e i segretari provinciali del centrosinistra. Il segretario provinciale Valerio me ne parla un’ora prima a casa mia e poi va alla riunione. In questa riunione si decide che tutti i partiti del centrosinistra, Comunisti Italiani, UDEUR ed altri appoggiavano Coletti al ballottaggio per tutta una serie di equilibri provinciali.
La cosa mi sorprese molto considerando che Valerio sapeva benissimo che io non ero favorevole, però in questo caso le ragioni di Partito hanno prevalso. A questo punto la mia posizione diventa veramente molto scomoda. Che fare? Non potevo aderire alla cieca solo per il partito nel quale non ero neanche iscritto ed era chiarissima la mia posizione d’indipendente. Neanche potevo fare la pecora nera, gran parte dei voti presi erano miei personali. Ho preso un paio di giorni per pensarci e ne parlai con Osvaldo. A questo punto era diventato un obbligo partecipare a quest’alleanza, però metto le mie condizioni: nessuna presidenza o poltrona, un vicesindaco della Sinistra (pensavo a uno dei DS o Moretti), un assessorato vicino alla politica del partito. Torna di nuovo a casa mia il signore che manda Coletti e gli espongo le richieste, dopo poche ore Coletti accetta.
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lunedì 24 agosto 2009

PRECISO COME UNO SVIZZERO - 2

  La settimana successiva abbiamo fatto alcune riunioni a casa di Enzo che era il segretario del partito ad Ortona, é venuto il segretario provinciale ed un altro giovanotto, oltre a 2 o 3 altre persone di Ortona. Come si dice spesso: pochi ma buoni.
Lunedì successivo abbiamo dato l’annuncio a La Piazza e così in poche ore ero mediaticamente candidato. Le difficoltà sono cominciate dopo. Eravamo pochi, la segreteria di Chieti poteva darci solo un appoggio di materiali di propaganda e nessuno di noi era ricco. Così abbiamo fatto due conti e ci siamo fissati una meta economica con cui dovevamo fare tutto. Avevamo pensato ad un migliaio di euro per tutto, invece ne abbiamo poi speso 400/500 in totale.
Quando arrivammo alla raccolta firme la situazione diventa più difficile. La documentazione non arrivava, poi non era molto chiara (in pratica eravamo noi imbranati), qualcuno cominciava a dubitare. Era difficile trovare cittadini disposti a firmare, eravamo gli ultimi, molti parenti ed amici avevano già firmato per altre liste, infine firmare per i Comunisti é stato sempre difficile. Poco a poco passano i giorni e le firme cominciano a crescere, però molto lentamente, in questo modo saremmo rimasti fuori.
Pensa che ti pensa mi é venuta un’idea: chiedere ad amici d’altri partiti di aiutarmi. Al centrosinistra era tutto chiuso, ero il bastone tra le ruote di Coletti e la sinistra sinistra mi vedeva come un antagonista. Fino a che una mattina incontro casualmente il caro amico Nicola vicino ad AN e gli racconto la situazione. Ho la brillante idea e la faccia tosta di chiedergli se poteva aiutarmi con un pò di firme. Nicola senza battere ciglio mi disse che avrebbe almeno tentato di mettere insieme un pò di firme. E’ chiaro che il centrodestra si é poi mobilitato e facilmente hanno messo insieme diverse firme. Tra questi anche Remo che nella sede di FI mi ha dato un foglio con, se non ricordo male, 20 o 30 firme. Facendo la somma di tutte le firme non eravamo ancora arrivati alla meta. Ne mancavano poche, però mancavano. E fu così che il buon Nicola si mise tutto il giorno a completare un altro foglio che mi porta a casa all’1 di notte del giorno prima della presentazione. Ho ringraziato molte volte Nicola per tutto questo che, anche se per un interesse politico indiretto, comunque ci ha messo la faccia come amico. In fondo é semplicemente un atto di democrazia.
Si vota, prendiamo 250 voti, numericamente pochi, però politicamente é un buon segnale, anzi direi un segnale premonitore.
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sabato 22 agosto 2009

PRECISO COME UNO SVIZZERO

Dalle ultime elezioni amministrative sono passate ormai più di 2 anni. Sembra ieri, ho ancora la musichetta di Bella ciao nelle orecchie. Sappiamo tutti come é finita: il popolo ha fatto la sua scelta.
In questi 2 anni si sono fatti molti commenti sulla mia presenza a queste elezioni, molti politici hanno voluto dire la sua e così la gente si é fatta una certa idea. Come tutte le storie metropolitane c’é una ricca farcitura di supposizioni, invenzioni, vanti, opinioni, come é normale ci sia in ogni storia.
Ora, per ultimo, a bocce ferme, vi racconto la semplice storia.
Un Giovedì sera di fine Marzo torno dal mio solito viaggio in America, ero stato a Panamà un paio di mesi, una puntatina a Costa Rica e di ritorno un pò di giorni a Bogotà da dove avevo ripreso il solito AV 10. Il giorno dopo chiamo ad Emma per salutarla ed avere notizie sulla politica ortonese. Vengo a sapere dei candidati sindaci, allora ancora teorici, e che Comunisti Italiani non avevano aderito al centrosinistra che proponeva Coletti. Dopo un pò chiamo Enzo per chiedere chiarimenti e mi commenta che é tutto vero, che avevano anche contattato un candidato che però poi aveva rinunciato e che stavano pensando a cosa fare. OK, ciao. Più tardi mi chiama Osvaldo, amico e compagno dai tempi preistorici, e mi chiede di voler fare due chiacchiere. Certo, Domenica pranzo come sempre da mia madre e dopo le 2 ci prendiamo il caffé a casa mia.
Prendiamo il caffè, Osvaldo mi spiega bene tutto quello che era successo nei 2 mesi di assenza e mi chiede se volevo candidarmi come sindaco con i Comunisti Italiani. Mi disse: pensaci e mi fai sapere. Osvà, ci ho già pensato, accetto, organizziamoci, non possiamo permettere certe cose.
Non sono mai stato iscritto ai Comunisti Italiani, nè a nessun altro partito da quando sono uscito silenziosamente dai DS nel 2003.
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VOTIAMO PERICLE (La Sveglia–10.12.08)

Qui ad Atene noi facciamo così: qui il nostro governo favorisce i molti, invece dei pochi, e per questo viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così: le leggi, qui, assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza, quando un cittadino si distingue, allora esso sarà a preferenza di altri chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa, al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così: la libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana, noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro, e non infastidiamo mai il nostro prossimo, se al nostro prossimo piace vivere a modo suo, noi siamo liberi, liberi di vivere, proprio come ci piace, e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari, quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così: ci é stato insegnato di rispettare i magistrati e ci é stato insegnato anche di rispettare le leggi, e di non dimenticare mai coloro che ricevono offesa, e ci e’ stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte, che risiedono nell’universale sentimento di ciò che é giusto, e di ciò che é buonsenso.
Qui ad Atene noi facciamo così: un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile, e benché in pochi siano in grado di dar vita a una politica, beh, tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore. Insomma io proclamo Atene scuola dell’Ellade, e che ogni ateniese cresca prostrando in se una felice versastilità, la fiducia in se stesso e la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione. Ed é per questo che la nostra città é aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Atene noi facciamo così!
Queste righe sono di un discorso che Pericle (militare e politico greco) fece agli ateniesi 2.500 anni fa.
Non c’è bisogno d’altro, il testo si commenta da solo, basta leggerlo bene due volte prima di andare a votare.

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